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STRUMENTO DI TORTURA: LA BICICLETTA!

Lo so, lo so, con questo post i miei tre follower diventeranno uno perché gli altri due mi cancelleranno per sempre dalle loro vite. Quello che scrivo è molto duro ma è così: LA BICICLETTA E' IL MALE DEL MONDO.  Come sono arrivata a questa conclusione? Semplice: ci sono andata.
Ieri, il Corni (Mattia, il mio compagno di vita che adesso odio un po' di più di prima) ed io eravamo entrambi a casa dal lavoro -evento più unico che raro- decidiamo (leggasi "decide") di non buttare tutta la domenica pomeriggio sul divano a guardare "Dawson's creek", che  a me comunque sembrava un'ottima decisione, ma di rendere proficuo il pomeriggio, di fare qualcosa che non avevamo mai fatto insieme in 8 anni (e ora ci è chiaro il perché): andare in bicicletta. Trainiamo in questa sciagurata decisione una coppia di nostri amici. Ora, dovute premesse, IO IN BICI NON SO ANDARE, Mattia ne era a conoscenza ma pone fine alla problematica così "Ma non è vero dai! Due pedalate e ti ricorderai!". Effettivamente dopo aver inforcato la bici e fatto due/tre (milioni) di prove riesco a mantenere l'equilibrio e pedalare insieme. Incontriamo i nostri amici e decidiamo (leggasi "Mattia, ancora una volta in autonomia, decide") di recarci fino "ad una cascina dove coltivano dei mirtilli buonissimi e fanno una marmellata di mirtillo buonissima e ommioddio amo i mirtilli sono la vita", cit. il maledetto Corni. Il paradiso dei mirtilli dista 15 km dal nostro punto di partenza, QUINDICI KILOMETRI, Q U I N D I C I K I L O M E T R I. Già qui avrei dovuto abdicare, lasciare il sellino della bici ai meritevoli e fuggire ma no, con coraggio parto, sbando, freno prima di finire in una siepe, riparto, sbando, sto per entrare nella ruota della Saretta, riparto, non riesco a ripartire, "Il sellino è durissimo credo che morirò", a metà strada mi fingo una quindicenne e cerco di infiltrarmi in un gruppetto di ragazzini che sento torneranno indietro, mi scoprono, il travestimento non ha funzionato, maledetta vecchiaia. Riparto, aiutata anche dai passanti che oramai mi avevano presa in simpatia. Mi lamento del sellino, ancora, ancora e ancora, la mia odierna Fausto Coppi mi cede la sua bicicletta, ahhhhh che sellino stupendo, potrei addormentarmici, adoro questo sellino, lo amo, lo sposo. Arriviamo a destinazione, mangiamo i mirtilli (buoni, ma pur sempre QUINDICI KILOMETRI), torniamo indietro, mollo tutto, ho troppo male, Mattia prova a farmi un coprisellino di fortuna, ma la sua maglietta non attutisce tutto il mio dolore esterno e il mio odio interno. Saretta mi carica sulla sua bici, facciamo qualche kilometro, mi sento meglio, riparto, non so partire, ci riesco ma non posso più fermarmi, dopo un po' scopro che dietro di me non c'è nessuno perché la bici della mia amica (quella col sellino comodo) ha perso un pedale. E lo riperderà ancora non una, non due ma bene tre volte. Sento che la mia fine è vicina. Dopo SOLO due ore di pedalate arriviamo al nostro punto di partenza, saluto i nostri amici, le mie chiappe e l'amore che provavo per Mattia. Scomparso. Per sempre. Lui, la sua maledetta bici e i suoi dannati mirtilli.
Non andate in bici amici, fidatevi di me. E i mirtilli del supermercato sono buoni uguale, o forse meno ma non avrete sicuramente difficoltà nel sedervi il giorno successivo.

Cami, una Sabauda sotto la Madonnina
                                                                                                                       

Commenti

  1. Maaaa domanda super mega importante! Me l’hai preso un barattolo di marmellata ai mirtilli?!��

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    1. Ovviamente sì! Ho comprato tuttil cucuzzaro dopo QUINDICI KILOMETRI!

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  2. E i mirtilli alla mamma? Che farà una marmellata meravigliosa per te e per il "povero Matti"?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E figurati se il povero matti non doveva essere citato!!

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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