Raga, ve lo dico, anche oggi un po' Medicina33. Siete avvisati eh, che non si dica che non dico le cose però, se vi va, vi consiglio di continuare a leggere perché è un post (stranamente) interessante, difatti parlo di cose a cui ho assistito spiegate da persone competenti, non io quindi.
Qualche settimana fa ho scoperto una donna che prima, mio malgrado, non conoscevo: Gabriella Catania. Lei è un'esperta in educazione sessuale e si è presa la briga (e mai finirò di ringraziarla) di organizzare un convegno virtuale e tutto femminile. Ha invitato a parlare di sessualità, autostima ed energia altre 32 splendide, informate, capaci, simpatiche e -è il caso di dirlo- appassionate donne. Guarda un po' il convegno si chiamava "Donne appassionate", coincidenze? Io non credo.
Il convegno, a cui potete ancora iscrivervi e vi lascio il link DONNE APPASSIONATE, è totalmente gratuito e funziona più o meno così: Gabriella ogni mattina manda una mail dove indica l'ordine del giorno e i link a cui poter assistere alle relazioni che sono online per 24 ore e poi vengono sostituite da altre. Tutto questo splendore dura solo fino al 9 settembre quindi, se vi va (e credo dovrebbe andarvi) affrettatevi!
Attualmente io ho seguito 7 relazioni e, inutile dire, quante cose abbia scoperto che prima sapevo col piffero: esempio, voi eravate a conoscenza del fatto che il pavimento pelvico va allenato e non è una piastrella da posare nel salotto davanti al caminetto? No perché io sono rimasta scioccata e ringrazio Rachele Battiston per avermelo fatto scoprire (vi lascio il link della sua pagina instragam OSTETRICARACHELE).
Ognuna di queste esperte ha portato alla luce diverse tematiche: ecologia, importanza di conoscersi e di conoscere, alimentazione, rapporti di coppia, autoerotismo ed erotismo in generale. Io, invece, ho portato alla luce una domanda: ma perché questi argomenti vengono quasi sempre trattati solo a livello maschile e difficilmente a livello femminile? Perché si fa tanta fatica a parlare di temi scientifici, salutari e sessuali se rivolti al genere femminile? Esistono ancora veramente molti tabù in merito alla nostra sfera sessuale e, purtroppo, spesso partono da noi stesse. E' difficile, credo, ribaltare uno status quo oramai ben saldo nella nostra società, anche se -per certi aspetti- all'avanguardia, ma credo sia doveroso e necessario: più cose si conoscono e più spesso se ne parla più l'argomento sarà normale, alla portata di tutti. Se sappiamo, se conosciamo, se ci informiamo (e questo, mi sento di dire, vale un po' per tutto) sarà più difficile farci sotterrare da informazioni sbagliate, vecchie credenze e "così è perché è sempre stato".
Nella mia vita ho incontrato tante donne, alcune mamme, alcune mia mamma, nonne (tipo le mie), zie di sangue ed acquisite, zie di altri, di alcune sono diventata amica, qualcuna ha incontrato la mia strada ed ha proseguito nella direzione opposta (dagli torto! Nemmeno io vorrei fare la strada con me), ad alcune voglio bene, altre le ammiro, alcune le invidio (in maniera sana o anche no perché porca puzzola le tette grosse e 10cm in più li volevo anche io), alcune le comprendo totalmente, qualcuna solo un po', con altre sono in empatia oppure in totale disaccordo perché scusa ma se mangi le rape rosse per me sei strana e io non vengo dove mangi tu, ma quello che vorrei lasciare ad ognuna di esse è una frase di Wangari Maatahi (che per chi non lo sapesse -tipo me- è un'attivista politica ed ambientalista che nel 2004, visto che già faceva poco, ha vinto il Nobel per la pace) che ha riportato durante la sua relazione Elena De Lago (ovviamente link ELENA DE LAGO) "Mi hanno sepolta ma quello che non sapevano è che io sono un seme" (ma non di rapa).

Le cose cambiano quando siamo noi a cambiare! Per questo un convegno fatto da donne per altre donne. Per interrogarci, per scoprire, per approfondire, per stupirci e infine per uscirne più forti e consapevoli! Non mancate!
RispondiEliminaE grazie a te che hai creato tutto questo!
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