Buongiorno cari amici e buon inizio marzo! Questa settimana non vi tedierò con Sanremo per più motivi che vi svelerò quando sarà il momento, mettiamo un po' di suspance in questo blog! Qui in Lombardia siamo in arancione rafforzato tipo tinta zucca che anche in questo caso non so se sia nella mia palette, sicuramente molto poco nel mio menù. Allora, direte voi, che cosa vorrai dirci oggi? Quale assurdità porterai su questi canali? Quale sciocchezza? No, oggi parlo di una cosa, credo, interessante e che non so se molti di noi conoscono, io personalmente la ho scoperta circa un mesetto fa. Allora, partiamo dal principio, stavo guardando "Fuori TG", sempre per la serie la vecchia che sono, nello specifico la puntata "Il tempo delle donne", che se mai voleste cercarlo avete delle coordinate, e si parlava -indovinate un po'?!- di donne (e non eravamo nemmeno in prossimità dell'8 marzo!). Vengo a scoprire che esiste una scuola di politica per giovani donne, per l'appunto, che si chiama Prime Minister, età richiesta per partecipare dai 14 ai 18 anni quindi proprio giovanigiovanigiovani, le partecipanti devono essere dedite alla politica -intesa come la capacità di capire e guidare la società- e all'educazione civica. Cioè praticamente devono essere un mix tra mia nonna e me ma con l'età di mia cugina, la più piccola, mai avuta e vestirsi come mia mamma. La scommessa di questa scuola è quella di formare una classe sociale di giovani donne competenti, capaci e -cosa primaria- consapevoli, per guidare il paese. Le fondatrici, anch'esse tutte donne, hanno avuto questa idea a metà 2018 e a febbraio 2019 hanno reso nota questa notizia annunciandola in una conferenza stampa del Parlamento, ci sono diverse sedi (di cui una a Torino e nessuna a Milano, ma non mi voglio vantare!). Mi sembra, dall'alto delle mie competenze, un progetto veramente interessante e credo potrebbe essere bello estenderlo anche ai maschietti che seppur privilegiati, alle volte, in questo settore (come in tanti altri) brancolano -spesso- un po' nel buio (tipo quando devono fare la pipì la mattina con le caccole negli occhi ancora). Io, da pedagoga quale sono, me la immagino così: dai 14 ai 16 anni scuole separate, che si sa le femmine fanno prima, poi si uniscono classi e teste e si capisce cosa ne può uscire. E se questo fosse veramente il futuro della politica italiana? Certa che nessuno prenderà in considerazione questa idea, e come dargli torto, la lascio qui magari tra 200 anni verrà trovata e studiata e mi ricorderanno come la pazza torinese espatriata in Lombardia. Mai direi mai, come canta Willie Peyote. Lui la canta, io ci conto.
Cami, una Sabauda sotto la Madonnina

Proprio un bel pezzo. Ti invidio cara nipote. Sei piena di idee e di brio. Sarebbe proprio utile una scuola di politica. 👍
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