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SAPESSI COME E' STRANO SOPRAVVIVERE A MILANO

Ciao amici. State bene? State onorando l'estate appena arrivata? Se sì, fatelo anche per me. Io odio con tutto il mio cuore questa stagione e, ironia della sorte, un'amica qualche sera fa mi ha detto che -secondo lei- io sono, in termini di armocromia, estate. Cioè, a me 'sta stagione proprio non va giù e me la devo ritrovare anche in palette, ti prego Rossella Migliaccio risparmiami!                                                        Ma, come sempre, vado fuori tema e mi tocca ammettere, con un po' di rammarico, che le mie prof del liceo avevano ragione: parto sempre da Torino per arrivare in Sicilia, ma dico non ti puoi imbarcare in Calabria, Camilla? O almeno prendere un diretto da Torino senza fare tre scali, che senso ha?! Sarà che a me gli scali piacciono, che vi devo dire. Torniamo a noi.                                                                              La settimana scorsa vi ho parlato delle amiche della vita, quelle che col cavolo che si vestono come me. Oggi invece voglio raccontarvi di come io abbia trovato qualcuno disposto a sopportarmi anche qui in terra lombarda perchè se gli amici di Torino oramai mi avevano come croce fissa nella loro vita, gli amici di Milano avrebbero anche potuto salvarsi da me ma hanno preferito non farlo, e raga mi dispiace molto per voi.                                                                                                    Io, di carattere, sono abbastanza socievole cioè familiarizzo anche con i tavoli dell'Ikea per dire, parlo con le banconote quando non entrano nella cassa, saluto i cani, i gatti, le anatre. Parlo coi clienti, gli chiedo se posso fare "una domanda indiscreta" oppure "ah, ma lei è un L219: io sono di Torino" e mostro immediatamente il tatuaggio sull'avambraccio (una discretissima Mole Antonelliana, perchè credo che il mio accento non sia sufficiente ad indicare la mia provenienza). Tutto vero ma, quando arrivi in una città che non è la tua, in un ambiente lavorativo con dei rapporti già ben "cristallizzati", fidatevi non è semplice. Ma io, che delle cose semplici me ne frego -sempre per il discorso degli scali di cui sopra- non mi sono fatta abbattere e, a suon di emoji della ruota, ho ricavato il mio piccolo spazio in questa città.                                                                                                      Ho imparato molte cose in questi due anni: milanesi veri a Milano non ne esistono o comunque è molto difficile trovarli, tipo la pentola d'oro al fondo dell'arcobaleno. Magari c'è ma caspita l'arcobaleno è lungo ed è meglio brindare con gli gnomi lungo il viaggio, alla fine dei conti. Mai fermarsi alle prime apparenze, se i miei attuali amici (finti) milanesi lo avessero fatto mi avrebbero reputato una pazza, sclerata, esagitata e senza un cervello invece hanno scoperto che sono tutte e quattro le cose precedenti ma anche un po' simpatica, dispensatrice di abbracci, caramelle e pizzicotti, sono quella del "Buongiorno signore! Ha la nostra carta fedeltà? Partecipa alla lotteria degli scontrini?", sono quella che -ad ogni collega che passa- "Ciao! Buona giornata!" per poi sentirmi urlare "Smettila di salutare tutti!!! Non stanno andando via!" che poi tanto lo sanno che saluto lo stesso. Ho capito che, le cose strane, alla fine sono le più comuni e sono quelle che ci fanno molto ridere al parco mentre rubiamo le panchine alle anziane. Ho ringraziato molto la pandemia, no, non sono pazza. La ho ringraziata perchè, nel male, ha fortificato dei legami  ha permesso a me di crearne altri, di entrare in profondità, di scavare all'interno di persone che, altrimenti, non avrei conosciuto a fondo e, ad oggi, non potrei annoverare tra i miei amici. Ho capito che farmi le chiamate col numero privato e portare avanti questo scherzo per tutta la durata della pausa pranzo è veramente difficile ma è molto divertente soprattutto se alla fine dei conti prendiamo il caffè e ci sediamo nel parcheggio. Ma soprattutto ho capito che a Milano, io, senza Google Maps non posso girare, mi sarei persa dal giorno 0, non avrei nemmeno fatto l'abbonamento ATM, non avrei visto (ed affittato) CasaCorni, non sarei andata in bici a prendere i mirtilli (i famosi troppi km di -oramai- un anno fa), non saprei dove ferma il 2, non avrei le tazze di Harry Potter prese con i punti dell'Esselunga, forse non prenderei nemmeno i punti dell'Esselunga.                                                                                Insomma amici, milanesi e non, davvero non avrei varcato la soglia del mio, piccolo, spazio senza di voi: quindi grazie, di vero cuore. Allego foto di me con Google Maps.

Cami, una Sabauda sotto la Madonnina


Commenti

  1. Ma io ti adoro!!! Sei così meravigliosa che é semplicissimo volerti un mondo di bene (anche se difendi sempre Cla) 😤♥️♥️

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